
Durante un trasloco in affitto, la questione delle lampadine torna sistematicamente al momento del verbale di uscita. Bisogna lasciarle, portarle via, o dipende da ciò che era presente all’ingresso? La risposta dipende meno da un obbligo legale esplicito e più dalla qualificazione giuridica dell’oggetto e da ciò che menziona il verbale.
Lampadina, attacco, apparecchio di illuminazione: ciò che il diritto qualifica in modo diverso
La confusione deriva spesso dal fatto che si mescolano tre elementi distinti nella categoria “illuminazione”. Il loro status giuridico non è lo stesso, ed è questa distinzione che risolve la maggior parte delle controversie.
| Elemento | Qualificazione giuridica | Può essere portato via dall’inquilino? |
|---|---|---|
| Lampadina | Mobili (consumabile) | Sì, salvo diversa indicazione nel verbale di ingresso |
| Attacco | Immobile (installazione elettrica) | No, fa parte dell’alloggio |
| Apparecchio di illuminazione incassato (plafoniera, faretti) | Immobile per destinazione | No, deve rimanere in loco |
| Apparecchio di illuminazione posato dall’inquilino (lampada, sospensione aggiunta) | Mobili | Sì, è di sua proprietà |
Secondo il Journal de l’Agence, la lampadina è un mobile che si svita senza danneggiare nulla, mentre l’attacco fa parte dell’installazione elettrica e segue il regime dell’immobile. Questa distinzione, utilizzata in materia di vendita immobiliare, si applica per analogia all’affitto.
La questione se bisogna lasciare le lampadine in affitto si basa quindi su un principio semplice: un consumabile appartiene a chi lo ha acquistato. Al contrario, tutto ciò che è fissato all’installazione elettrica rimane nell’alloggio.

Verbale di ingresso e lampadine: il documento decisivo in caso di controversia
Il quadro legale non menziona esplicitamente le lampadine. È il verbale di ingresso che funge da riferimento. Se il documento di ingresso annota la presenza di lampadine funzionanti in ogni stanza, l’inquilino deve restituire l’alloggio in uno stato comparabile.
Il verbale di ingresso determina ciò che l’inquilino deve restituire all’uscita. Un alloggio ricevuto con lampadine in tutte le prese dovrà, logicamente, essere restituito nella stessa configurazione.
Ciò che i verbali raramente menzionano
Il problema pratico è che la maggior parte dei verbali non dettaglia il numero né il tipo di lampadine per stanza. Si annota “illuminazione funzionante” o “installazione elettrica in buone condizioni”, senza ulteriori precisazioni.
- Se il verbale di ingresso menziona lampadine presenti e funzionanti, l’inquilino uscente deve lasciarne in stato di funzionamento
- Se non appare alcuna menzione, il proprietario non può esigere la loro presenza all’uscita
- Se l’inquilino ha sostituito lampadine tradizionali con LED durante il contratto, può recuperare i suoi LED e ripristinare lampadine equivalenti a quelle originali
In assenza di precisioni nel verbale, la controversia è difficile da risolvere per il locatore. È per questo che sempre più modelli di verbale includono una riga dedicata all’illuminazione per stanza.
Manutenzione ordinaria dell’inquilino: dove finisce la responsabilità?
Il decreto 87-712 elenca le riparazioni locative a carico dell’inquilino. La sostituzione delle lampadine durante la durata del contratto ne fa parte, allo stesso modo delle guarnizioni del rubinetto o dei filtri della cappa. Si tratta di manutenzione ordinaria.
Questo obbligo di manutenzione significa che l’inquilino deve mantenere l’illuminazione funzionante per tutta la durata del contratto. Una lampadina bruciata non sostituita può essere segnalata durante una visita o un controllo di decenza dell’alloggio.
Manutenzione ordinaria e restituzione: due obblighi distinti
Mantenere le lampadine in buone condizioni durante il contratto e lasciarle all’uscita sono due cose diverse. La prima è un obbligo legale chiaro. La seconda dipende esclusivamente dal verbale di ingresso.
Un inquilino che ha diligentemente sostituito ogni lampadina bruciata durante tre anni di contratto non è tenuto a fare dono dei suoi consumabili al proprietario. Le lampadine rimangono di proprietà di chi le ha acquistate.

Trattenuta sul deposito cauzionale per lampadine mancanti: è legale?
Questo è lo scenario che genera più attriti. Il proprietario constata l’assenza di lampadine all’uscita e trattiene una somma dal deposito cauzionale. Questa trattenuta è giustificabile solo se due condizioni sono soddisfatte simultaneamente.
- Il verbale di ingresso menzionava esplicitamente la presenza di lampadine funzionanti
- Il verbale di uscita constata la loro assenza o il loro malfunzionamento
- Il proprietario può fornire una giustificazione del costo di sostituzione
In assenza di un verbale di ingresso preciso, la trattenuta è contestabile. Le commissioni dipartimentali di conciliazione trattano regolarmente questo tipo di disaccordo, e l’assenza di menzione all’ingresso gioca sistematicamente a favore dell’inquilino.
La somma in gioco rimane modesta (pochi euro per lampadina), ma il principio conta. Un proprietario che trattiene una somma senza giustificazione si espone a dover restituire il deposito maggiorato di penali per ritardo se l’inquilino contesta nei termini.
Buone pratiche per evitare controversie all’uscita
La prevenzione passa attraverso la rigorosità documentale, sia da parte dell’inquilino che del locatore. Durante il verbale di ingresso, è utile annotare il numero di lampadine presenti per stanza e il loro tipo (LED, alogena, fluorescente). Fotografare gli apparecchi di illuminazione con le lampadine in posizione costituisce una prova complementare.
All’uscita, il gesto più pragmatico consiste nel lasciare una lampadina funzionante in ogni attacco, anche se nulla lo impone formalmente. Il costo è trascurabile, e ciò elimina un motivo di attrito durante la riconsegna delle chiavi.
La vera questione va oltre le lampadine: un verbale di ingresso dettagliato protegge entrambe le parti su tutti i consumabili dell’alloggio, dalle guarnizioni agli interruttori. Investire cinque minuti in più all’ingresso evita settimane di corrispondenza raccomandata all’uscita.